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Digital reaction: aperti al futuro in tempi di lockdown. Punto della situazione e 7 consigli utili

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Digital reaction: aperti al futuro in tempi di lockdown. Punto della situazione e 7 consigli utili

Una digital agency non aspetta la ripartenza per continuare a immaginare il futuro. La pandemia di coronavirus ha imposto un’inedita quarantena globale, portando nella società trasformazioni, forse, definitive. Bisogna interpretare i dati del presente per non interrompere il percorso verso il domani: ecco il nostro punto sulla situazione e alcune strategie per affrontarla.

Blocco e accelerazione. Ci vengono in mente questi due movimenti opposti se ci raffiguriamo l’attuale situazione di lockdown e le sue implicazioni sul tessuto economico e sociale, sulla vita delle persone. Sono due concetti forti che ci aiutano a comprendere la realtà non solo in senso generico, ma anche più precisamente a leggere i dati economici e comportamentali che sono stati raccolti negli ultimi due mesi, così da poter pianificare una digital strategy lungimirante.

Un’agenzia di digital creativity lavora su uno dei pilastri fondanti la società umana, forse il più ancestrale e il più complesso: la comunicazione. E maneggia il codice linguistico con cui stiamo costruendo il presente e immaginando il futuro: il linguaggio digitale. Essere reattivi e responsivi rispetto ai mutamenti sociali non è solo la migliore strategia aziendale, ma è anche il ruolo culturale di una digital agency.

Blocco. Tutto chiuso, o quasi. Attività turistiche e ricreative, il food, i luoghi di aggregazione, gli uffici, le scuole. Molta produzione industriale prosegue, invece, ma logistica e vendite sono congelate.

La maggior parte degli italiani questi mesi li stanno passando a casa, tentando di trovare una nuova scansione del tempo e di soddisfare, comunque, le loro necessità di reperire i beni di cui hanno bisogno. Allo stesso tempo, moltissime persone si sono trovate a dover sperimentare forme alternative di lavoro a distanza, come smartworking e telelavoro.

Accelerazione. Nei mesi di distanziamento sociale, le persone non smettono di avere dei bisogni e dei desideri, di fare acquisti, di svagarsi, di cercare un contatto con gli altri.

Lo fanno attraverso il web, i social network, l’e-commerce. Lo fanno attraverso diversi dispositivi e una navigazione multicanale. Questo vuol dire che il tempo pro-capite passato online è aumentato esponenzialmente e rapidamente, ma non solo: moltissime persone hanno reso digital le loro abitudini per la prima volta. Un vero e proprio fenomeno di migrazione e conversione al digitale, un’accelerazione senza precedenti della digital revolution.

 

digital agency in tempi di lockdown e fase 2 ripartenza
digital agency in tempi di lockdown e fase 2 ripartenza

 

Cosa dicono i dati: una nuova normalità?

Non sappiamo se e quando si tornerà alla vecchia normalità. Potrebbe non accadere e alcune trasformazioni in atto potrebbero essere irreversibili. Non solo per le incertezze relative al COVID-19, ma anche perché alcune acquisizioni recenti potrebbero risultare miglioramenti nella vita delle persone, anticipazioni del futuro.

Parlando di smart working, per esempio, non possiamo non evidenziare come questo fosse già ampiamente incentivato da alcuni provvedimenti legislativi, e quanto fosse una realtà già solida e vincente in molte prestigiose multinazionali.

Un’indagine Euromobility ha rilevato che il 45% degli italiani è soddisfatto di questa esperienza di smart working; il 33% la continuerebbe anche al termine dell’emergenza sanitaria, il 54% in maniera limitata e soltanto il 13% vorrebbe tornare alle vecchie abitudini lavorative. Dati che ci fanno immaginare che difficilmente, al termine dell’emergenza, gli italiani vorranno rinunciare a questo grado maggiore di libertà, responsabilizzazione, autogestione e possibilità di vivere l’ambiente famigliare.

I dati sul traffico web sono decisamente rilevanti: al 30 marzo si registra un +30%. Guardando nello specifico all’e-commerce: la Nielsen rileva un +158% di acquisti online ai primi di aprile 2020. Il 75% di chi ha comprato nell’ultimo mese, secondo Netcomm, non lo aveva mai fatto prima.

 

Come ha reagito la nostra agenzia

Certamente c’è stato il tempo dello spaesamento. Un’agenzia creativa è parte di una comunità, di un tessuto economico e commerciale messo a dura prova dall’emergenza.

Ma è anche tempo di sperimentazione. La nostra è un’agenzia con una vetrina su Milano, un open space da sempre affacciato sulla città: siamo abituati a nutrirci dell’energia degli incontri vis a vis. Eppure siamo un team digital: così abbiamo accettato la sfida dello smart working come una possibilità già inscritta nell’orizzonte del nostro lavoro, come una delle grandi rivoluzioni che il digitale porta con sé. È stata anche l’occasione per testarci come team, scoprire e rafforzare ulteriori skill di coordinamento e collaborazione.

I business si rapportano in modi diversi a questo passaggio nuovo e incerto, proprio come gli individui.

Il clamore talvolta irrispettoso che si approfitta delle difficoltà diffuse. Oppure il silenzio paralizzante che non aiuta a mantenere il senso di comunità viva e, magari, alimenta lo smarrimento del pubblico.

Tra questi due poli opposti, noi riteniamo opportuno muoverci con sensibilità e moderazione, far sapere alla nostra comunità di clienti che noi ci siamo, che continuiamo a mettere la nostra creatività al servizio del futuro, a capire quali opportunità di crescita condivisa ci riserva il presente.

 

Come muoversi in tempi di lockdown – 7 passi da seguire per la tua azienda

Veniamo ora ai nostri consigli. Quali sono le migliori mosse per giocare bene in questo momento incerto?

 

1. Sii una presenza positiva

I dati (+50% di presenze su Facebook, per esempio) ci raccontano del bisogno delle persone di rimanere connesse, di continuare ad alimentare la loro socialità, seppure a distanza. Questo passaggio storico ci pone grosse incognite sul domani, e le persone hanno paura di smarrire i propri contatti. Ma anche di perdere i loro punti di riferimento commerciali. Una relazione commerciale solida, infatti, si basa sull’affidabilità, sulla fiducia di potersi rivolgere a un’azienda senza dovere compiere ogni volta una nuova scelta.

Messaggi, email, post, social media. Ora è importante donare ai clienti la propria solidità, garantendo loro che ci siamo e che, quando l’emergenza sarà finita, saremo ancora qua. In base al tipo di business, potrebbe essere una buona idea quella di pianificare qualche offerta interpretando le esigenze materiali che questa situazione potrebbe suscitare, o dedicarsi a delle azioni solidali. Mosse buone, mosse strategiche: per far fruttare, con un approccio positivo e soft, le enormi presenze online, rafforzando la loyalty della propria platea e, auspicabilmente, ampliandola.

 

2. Cura la CX: automation con empatia

Ora che gran parte delle attività logistiche e commerciali sono in pausa, è una buona idea dedicarsi al back office. Per esempio, curare la Customer Experience: l’insieme di elementi e punti di contatto che costituiscono la relazione cliente-brand. Il miglioramento della CX garantisce la soddisfazione finale del cliente, oltre che un’ottimizzazione di costi e ricavi.

Piccoli accorgimenti possono essere presi facilmente. Un esempio? In questo periodo di repentini aggiornamenti in materia di permessi e restrizioni vi capiterà sicuramente di dover fare delle comunicazioni alla vostra utenza; o magari di voler mettere in evidenza una specifica iniziativa o promozione.

Piuttosto che un più freddo pop-up sulla vostra home page, perché non optare per un’email automatica personalizzata? Una soluzione di marketing automation che, con semplicità, alimenta la relazione esclusiva con il cliente.

 

3. Dimostra unicità e umanità per fare la differenza

Jeff Bezos, padre e CEO di Amazon, ha capitalizzato grazie al lockdown 24 miliardi in più, un’impennata del 20% dei profitti sul periodo precedente. Un gigante come Amazon approfitta del senso di smarrimento e delle difficoltà dei piccoli business per mangiare terreno, offrendo ai cittadini chiusi in casa tutto ciò di cui hanno bisogno, oltre che la sua affidabilità.

È difficile immaginare di competere con Amazon sul suo campo, ma è possibile giocare un’altra gara. Offrire agli utenti ciò che i giganti dell’economia digitale non possono offrire: un servizio customizzato, l’attenzione al dettaglio che evidenzia l’unicità del cliente.

Il vantaggio dato dall’appartenenza condivisa alla medesima comunità.

 

 

4. Tieni d’occhio il CPC delle aste pubblicitarie

Un enorme flusso di utenti, pochi acquisti di spazi pubblicitari su Facebook Ads. Molti business reagiscono al blocco e all’incertezza sospendendo le campagne pubblicitarie, in attesa di tempi più normali (gli analisti di Facebook hanno previsto un -19% di incassi sugli spazi pubblicitari messi in palio). Il risultato è un notevole abbattimento del CPC, costo per click, e un aumento dello spazio di visibilità.

La normalità è qualcosa che si costruisce attraversando le incertezze. Questo potrebbe essere proprio il momento giusto per ottenere, con un investimento davvero ridotto, la visibilità necessaria per affermarsi come punto di riferimento solido per la nuova normalità che torneremo a vivere.

 

5. Dedicati alla SEO per non perdere posizioni

Tutte le attività che abbiamo elencato possono essere inserite in un più ampio quadro di attività SEO. Le posizioni duramente guadagnate non vanno perse. Viceversa bisogna continuare a mantenere le nostre pagine web attive, arricchendole di contenuti in linea con le esigenze materiali e psicologiche dei nostri clienti, con un occhio alle tendenze di ricerca.

Dei buoni contenuti consentiranno non solo di proseguire il lavoro di ottimizzazione, ma anche di sfruttare questa inedita finestra temporale per dialogare con i clienti in modi diversi dall’abituale comunicazione più commerciale. Fate storytelling, raccontate come state affrontando questa situazione. Vi tornerà utile a emergenza finita, in termini di visibilità e di loyalty.

 

6. Fai un audit: pit stop prima di ripartire

Un momento di sospensione parziale delle attività come questo è ideale per dedicarsi all’audit: un’analisi completa dello stato di salute di un sito web. Sempre in un’ottica SEO, è fondamentale controllare struttura e contenuti del proprio sito web, al fine di migliorarne il posizionamento, per esempio attraverso operazioni di link review e quality review.

 

7. Aiuta il tuo pubblico a immaginare un cambiamento positivo

Il passaggio storico che stiamo affrontando è duro e inatteso. Questa è una battaglia che si può vincere solo se non perdiamo la capacità di immaginare il miglioramento e il progresso.

Le aziende, costruendo le proprie relazioni commerciali con la loro comunità, sono attori centrali nel tessuto sociale. Avere una visione del futuro, creare innovazione per realizzarla: sono caratteristiche iscritte nel DNA di chi fa business che permetteranno di affrontare con vantaggio questo stop, creando le condizioni per una ripartenza solida. Ma sono anche elementi centrali di un ruolo culturale: fare impresa vuol dire anche questo.

 

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